Proverbi 10:29

מָעֹ֣וז לַ֭תֹּם דֶּ֣רֶךְ יְהוָ֑ה וּ֝מְחִתָּ֗ה לְפֹ֣עֲלֵי אָֽוֶן׃

Di Elia Fiore (MA Oxon)

TRADUZIONI

Diodati: “La via del Signore è una fortezza all’uomo intiero; Ma ella è spavento agli operatori d’iniquità.”
Nuova Diodati: La via dell’Eterno è una fortezza per l’uomo integro, ma è rovina per gli operatori d’iniquità.”.
Riveduta: La via dell’Eterno è una fortezza per l’uomo integro, ma una rovina per gli operatori d’iniquità”.
Nuova Riveduta: La via del SIGNORE è una fortezza per l’uomo integro, ma una rovina per i malfattori”.
Riveduta 2020: “La via dell’Eterno è una fortezza per l’uomo integro, ma una rovina per i malfattori”
C.E.I.: La via del Signore è una fortezza per l’uomo retto, mentre è una rovina per i malfattori”.
Martini: “La via del Signore fa forte il giusto: quelli, che male operano son paurosi”.
Ricciotti: “Le vie del Signore sono la forza dell’innocente e lo sgomento dei malfattori”.
Tintori: “La via del Signore è la forza del semplice e lo spavento dei malfattori”.

 

ANALISI MORFOLOGICA

מָעוֹז

Nome maschile singolare assoluto = “luogo o strumento di protezione, sicurezza”.

לַ֭תֹּם

Secondo alcuni trattasi di un infinito costrutto del verbo תָּמַם / תַּם (“essere completi / finiti”). Mentre secondo la vocalizzazione del Codice di Leningrado (BHS) sembra essere un sostantivo (תֹּם completezza, integrità, pienezza).
Il termine ebraico tradotto “integrità” viene usato, nell’Antico Testamento,  23 volte in 23 versi. Secondo i lessici questa parola ha la capacità di trasmettere informazioni collegate ai concetti di (1) completezza, pienezza; (2) innocenza, semplicità; (3) integrità del cuore / mente che, però, pur indicando una certa “buona fede” non è necessariamente sinonimo di ciò che è oggettivamente giusto (Ge. 20:5-6).

מְחִתָּ֗ה

Nome femminile singolare assoluto (“terrore, distruzione, rovina”).

פֹ֣עֲלֵי

Participio plurale maschile costrutto del verbo פָּעַל (“fare”). In quanto Participio può comportarsi come nome che punta sia ad un essere animato (essere umano), sia ad un entità inanimata (circostanze, attitudini, comportamenti, pensieri).

אָֽוֶן

Nome maschile singolare assoluto (“difficoltà, dolore, malvagità)

 

ANALISI SINTATTICA

Da un punto di vista strutturale questo verso è composto da due frasi che formano un unico periodo.

Seguendo la vocalizzazione del Codice di Leningrado (BHS) la prima frase è composta da due sintagmi nominali: “luogo o strumento di protezione, sicurezza” (מָעוֹז) e  “la via dell’Eterno” (דֶּ֣רֶךְ יְהוָ֑ה) e da un sintagma preposizionale “per la completezza, l’integrità, la pienezza (לַ֭תֹּם). Il sintagma verbale “è” rimane quindi sottointeso.

La posizione di questi sintagmi trasmette una certa enfasi sul sintagma “la via dell’Eterno” (דֶּ֣רֶךְ יְהוָ֑ה) che infatti, sotto il profilo della struttura informativa, rappresenta il “tema” (o argomento) di entrambe le frasi che formano il periodo proposto da questo verso.

E’ opportuno precisare che, da un punto di vista puramente  linguistico, “La via dell’Eterno” non è la via “che appartiene all’Eterno”, ma è piuttosto la via “indicata e/o generata” dall’Eterno.
Da un punto di vista testuale sembra proprio si tratti di un percorso fatto non solo di consigli (Sl 119:105), ma anche di opportunità per sperimentare concretamente il valore di quei consigli (Sl 23:1).

La seconda frase è composta da una sintagma nominale “terrore, distruzione, rovina” (מְחִתָּ֗ה) e da una sintagma preposizionale “per colui/ciò che fa malvagità, dolore, male” (לְפֹ֣עֲלֵי אָֽוֶן). In questa frase sia il sintagma che funge da soggetto “la via dell’Eterno” (דֶּ֣רֶךְ יְהוָ֑ה), sia il sintagma verbale “è” sono sottointesi.

Le due frasi sono collegate da una congiunzione che sembra qui avere lo scopo di introdurre una coordinata esplicativa il cui scopo è quello di spiegare o dimostrare quanto detto nella frase prima (la principale).

 

RIFLESSIONE

Se il tema (o argomento) di entrambe le frasi è “la via dell’Eterno”, il rema (commento) di ogni frase è sostanzialmente lo stesso ma detto con parole diverse che enfatizzano aspetti diversi dello stesso concetto: La “via dell’Eterno” è il modo migliore per rimanere illesi!

La prima frase (la principale) dice che “la via dell’Eterno” preserva l’ “integrità”. In questo verso il termine tradotto con “integrità” sembra trasmettere il concetto di integrità inteso come la caratteristica di colui o di ciò “Che non ha subìto mutilazioni o soppressioni, o che non ha patito danno, menomazione, pregiudizio” ed è perciò rimasto “intatto, illeso e quindi completo – di nulla mancante (Gc. 1:2-4)”.

Il come tutto questo sia possibile ci viene spiegato dalla seconda frase di questo periodo: “La via dell’Eterno preserva l’integrità; cioè/ossia distrugge chiunque o tutto ciò che sostanzialmente crea un danno.

In definitiva se, da una parte, l’essere umano diventa “completo” ascoltando e sperimentando concretamente il valore dei consigli ricevuti dall’Eterno; d’altro canto questo percorso diventa, di fatto, anche il luogo dove stare, nonché lo strumento utilizzato dall’Eterno per proteggere quanto di buono è stato raggiunto. Ecco perché sembra proprio, da un punto di vista testuale, che la “via dell’Eterno” è un percorso che ci accompagna fino alla morte.

Possiamo quindi parafrasare questo verso come segue:

“E’ la via dell’Eterno che preserva l’integrità, poiché annienta la causa del danno.”