Event details
- 01/09/2026
- 19:00 - 20:00
- +39 338 57.82.908
- Freeregistrazione
Perché il nome del re Davide è talvolta scritto דוד e talvolta דויד? Da più di un secolo gli studiosi hanno considerato queste grafie «piene» (scriptio plena), cioè caratterizzate da un uso più ampio delle lettere vocaliche o matres lectionis, come indizi utili a determinare il periodo in cui un testo biblico è stato composto: quanto più piena è la grafia, tanto più tardo sarebbe il testo.
Questa conferenza presenta un nuovo studio su larga scala che mette alla prova questa ben nota ipotesi.
Basandoci su importanti testimoni della Bibbia ebraica — il Testo Masoretico, il Pentateuco Samaritano e i Rotoli del Mar Morto — poniamo, con l’ausilio di strumenti moderni, una domanda apparentemente semplice: che cosa determina realmente se una vocale viene scritta oppure omessa? Anziché raccogliere manualmente esempi selezionati, modelliamo statisticamente più di 50.000 grafie, utilizzando la regressione bayesiana gerarchica e il clustering, senza tuttavia rinunciare a un’analisi ravvicinata delle singole parole.
I risultati riservano diverse sorprese. Le due principali lettere vocaliche si comportano in modo molto diverso: י (per ī/ē) è straordinariamente stabile in tutti i corpora, mentre ו (per ō/ū) presenta un’ampia variabilità e veicola quasi tutto il «segnale». Nei corpora emerge un coerente modello a tre livelli: il Pentateuco Masoretico presenta il maggior numero di grafie difettive; la maggior parte dei testi si colloca in un’ampia fascia intermedia; mentre i caratteristici manoscritti scribali di Qumran presentano le grafie più piene di tutte, seguendo regole proprie. Anche la grammatica, in particolare i suffissi, influenza fortemente la grafia.
In breve, l’ortografia ebraica costituisce un sistema reale e affascinante, ma è uno strumento molto più impreciso per datare i testi di quanto lasci intendere il celebre caso di «Davide».
Per questo progetto abbiamo utilizzato il dataset BHSA per il Testo Masoretico e abbiamo sviluppato dataset disponibili pubblicamente, contenenti annotazioni linguistiche dei testi dei Rotoli del Mar Morto e del Pentateuco Samaritano.
La conferenza presenta i risultati di un libro di prossima pubblicazione sulla variazione ortografica dell’ebraico, principale risultato del progetto post-dottorale di Martijn Naaijer svolto a Copenaghen.
